Ottimizzazione del posizionamento verticale delle pompe idrauliche in edifici storici: guida esperta al livello Tier 2

Nelle strutture architettoniche di pregio, l’installazione di impianti di pompaggio idraulico richiede una progettazione tecnica di estrema precisione, soprattutto per ridurre vibrazioni e rumore senza compromettere l’integrità strutturale e l’estetica storica. Il posizionamento verticale degli impianti emergono come fattore critico: una scelta errata amplifica le frequenze meccaniche (10–100 Hz tipiche delle pompe centrifughe), generando trasmissioni strutturali che si traducono in rumore percepibile e degrado del comfort acustico. Questo approfondimento esplora, con metodo tecnico e dettagli operativi, come identificare e implementare il piano ideale di installazione, evitando errori frequenti e integrando soluzioni innovative compatibili con vincoli monumentali.


Fondamenti del posizionamento verticale in edifici storici

a) Le pompe centrifughe operano in bande di frequenza critica 10–100 Hz, caratterizzate da vibrazioni torsionali e verticali che, propagandosi attraverso solai e pilastri, si traducono in rumore strutturale fino a 90 dB(A) in ambienti sensibili. La risposta dinamica della struttura – fondazioni, pilastri, solai storici – dipende da materiali a bassa massa termica (pietra, mattoni antichi, legno) e geometrie complesse che amplificano le risonanze. La propagazione avviene per onde elastiche lungo i percorsi strutturali, con perdite minime a causa della scarsa rigidità locale, favorendo trasmissioni efficaci.
*Insight chiave:* La massa termica ridotta tipica degli edifici storici comporta minore smorzamento, rendendo cruciale la localizzazione dell’impianto lontano da zone di massima flessibilità.
b) La soglia di tolleranza acustica in ambienti protetti è generalmente < 40 dB(L’p, A impatto), stabilita dalle normative UNESCO e ministeriali per musei e palazzi storici. Misurazioni in situ con accelerometri a contatto e geofoni rivelano che impianti posizionati su solai sottili o zone di passaggio centrale registrano livelli > 70 dB(A), superando significativamente i limiti.

Frequenza (Hz) Fonte Impatto acustico
15–30 Pompe centrifughe Vibrazioni torsionali, rumore strutturale a bassa frequenza
30–60 Motori elettrici integrati Vibrazioni meccaniche ad alta frequenza, risonanza locale
70–100 Sistemi di distribuzione Rumore impulsivo, impatto su comfort acustico

*Tavola 1: frequenze critiche delle pompe e impatto acustico relativo*

c) L’isolamento vibrazionale nei contesti vincolati richiede approcci non invasivi. L’isolamento passivo, basato su materiali elastomerici e smorzatori dinamici, previene la trasmissione diretta senza alterare la struttura. L’isolamento attivo, mediante sistemi di feedback dinamico (ad esempio magnetoreologici), regola in tempo reale le risposte vibrazionali, ma necessita di spazi limitati e alimentazione continua. La scelta deve privilegiare soluzioni modulari e reversibili, compatibili con interventi su muri e solai storici, evitando fori, fissaggi permanenti o interventi invasivi.

Analisi tecnica del posizionamento verticale ottimale

a) La propagazione delle vibrazioni viene modellata tramite FEM (Metodo degli Elementi Finiti) applicato a geometrie reali di solai storici (spessori 30–80 cm, materiali a modulo elastico variabile 5–20 GPa). Simulazioni FEM a 3D mostrano che le frequenze di risonanza locali si concentrano in corrispondenza di giunti strutturali e zone di minima sezione, creando punti di massimo trasferimento vibrazionale.
*Dettaglio tecnico:* Analisi modale rivela 3 modi dominanti (1° torsionale, 2° flessionale, 3° risonanza locale), con modi di vibrazione amplificati in zone di solai sottili.
b) Il piano di massima rigidezza, identificato tramite calcolo FEM e validazione sperimentale, si colloca generalmente tra i secondi e terzi livelli strutturali, dove il modulo di elasticità è massimo e le deformazioni minime. Questi livelli, tipicamente in calcestruzzo armato o muratura consolidata, offrono stabilità dinamica ottimale, riducendo il coupling vibrazionale con zone ad alta risonanza.

Simulazione FEM del comportamento vibrazionale in solai storici

_L’individuazione precisa del piano rigido è fondamentale: zone di massima deformazione corrispondono spesso a giunti strutturali o interruzioni di massa, dove vibrazioni si accumulano e propagano._

c) Il percorso vibrazionale, tracciato da macchina a supporto, evidenzia perdite energetiche minime tra 2 e 3 supporti intermedi, ma perdite significative nei punti di fissaggio rigidi o in giunti non smorzati. L’analisi delle connessioni rivela che il 60% delle vibrazioni si trasmette per via diretta quando i supporti non presentano smorzamento.

Fase 1: Rilevamento geo-acustico in situ
Utilizzo di accelerometri a contatto e geofoni installati in punti critici (passaggi, solai centrali) per mappare la risposta dinamica. Dati raccolti vengono analizzati in tempo reale tramite FFT per identificare picchi di frequenza.
*Procedura:*

    1. Montaggio sensori su travi portanti e pilastri chiave.
    2. Registrazione vibrazioni durante funzionamento normale della pompa.
    3. Filtro FFT per isolare frequenze critiche (10–100 Hz).
    4. Confronto con curve di risonanza note per identificare punti di amplificazione.
  • Frequenza dominante misurata: 68 Hz
  • Picco di vibrazione: 72 Hz con ampiezza 1.8 m/s²
  • Zone di massima risposta: giunto tra solai lastricati e pilastri in muratura non armata
Fase 2: Modellazione numerica integrata
I dati sperimentali vengono integrati in un modello FEM aggiornato, simulando l’effetto di diversi supporti elasticativi (gomma vulcanizzata, elastomeri termoplastici). La simulazione permette di prevedere la risposta vibrazionale con tolleranze inferiori al 5% rispetto ai test reali, ottimizzando la scelta strutturale prima dell’installazione.

Tipo supporto Modulo di elasticità (GPa) Smorzamento (η) Vantaggi
Gomma vulcanizzata 3–5 0.05–0.15 Riduzione vibrazioni 65–75%, installazione rapida
Elastomero magnetoreologico 8–12 0.2–0.3 Controllo dinamico, adattabilità a carichi variabili
Base flottante modulare in legno-laminato 4–6 0.08–0.12 Riutilizzabile, recupero energetico limitato

*Tabella 1: confronto tra tipologie di supporti vibrazionali*

Fase 3: Selezione del piano ottimale
La scelta finale si basa su analisi

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